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domenica, dicembre 19, 2004
La sera della Vigilia

Questo raccontino l'ho scritto l'anno scorso per i miei nipotini. La sera della Vigilia, quando ci ci siamo ritrovati tutti insieme, ho pensato di farlo leggere proprio a loro: ai due bambini più grandi, E. 12 anni e C. 8 anni. C., seduta in braccio allo zio, il papà delle gemelle, persona abbastanza colta e molto compita, che mantiene sempre un certo aplomb anche nelle situazioni più difficili, cioè quando le gemelle urlano a perdifiato mentre gli altri due corrono sul parquet di legno pregiatissimo, rigandolo in modo irreparabile. dunque, C. inizia a leggere e sulla parola tiritera si ferma dubbiosa, si volta verso lo zio e dice:
"Cosa vuol dire tiritera?"
E lui: "... è come dire litanìa."
La bambina, dopo qualche secondo di perplessità, ha continuato nella lettura, fra le risate dei presenti...

Povero Babbo Natale!

Le renne erano sedute in circolo, attorno al tappeto, e lo guardavano pensierose. Non sapevano bene come comportarsi: erano sconcertate. Dopo anni di convivenza con Babbo Natale, non si capacitavano; era quello il caro vecchietto con la barba bianca e il vestito rosso, che loro conoscevano?
Babbo Natale girava in tondo e bofonchiava: ogni cinque passi si lasciava sfuggire un’imprecazione. Le renne lo guardavano perplesse, scambiandosi occhiate sospettose. " Questa faccenda mi sta sfuggendo di mano! Non è possibile! Quando tutto è iniziato non avrei mai pensato di finire così!"
E brontolando, brontolando, aveva ormai scavato un solco nel tappeto. Ancora non si fermava, ogni tanto scuoteva la testa, si interrompeva per un attimo e poi riprendeva la tiritera.
"Santo cielo, come farò? Tutti gli anni il lavoro aumenta e le esigenze crescono. Quando ho iniziato, con qualche trenino e alcune bambole di pezza, accontentavo tutti i bambini… adesso, se non hanno la pleistéscion o tutte le altre diavolerie ..." e giù a brontolare, senza tregua, intanto che continuava i suoi giri.
Tutto era più difficile, adesso: c’era addirittura internet, con relativo scambio di e-mail con richieste sempre più strane… Insomma Babbo Natale non ne poteva più, era stanco, demotivato, molto arrabbiato! E poi, a Babbo Natale, erano anche cresciuti gli anni, non era più sveglio e fantasioso come una volta.
Le renne cercarono di calmarlo, facendogli notare che c’erano loro ad aiutarlo e con la slitta… Uhm, l’umore di Babbo Natale non migliorò!! La slitta era molto vecchia e avrebbe avuto bisogno di una bella revisionata… oh, che guaio!
Diventò ancora più pestifero! Non sapeva proprio che pesci pigliare! Troppi regali, troppe persone da accontentare! Come avrebbe fatto? E il tempo iniziava a scarseggiare ...
Fu a questo punto, che uno degli Elfi, chiamato dagli altri Piccì, proprio per la sua passione per la tecnologia e il computer, fece notare a Babbo Natale, che ormai si poteva acquistare tutto su internet: " Esistono migliaia di siti, che vendono ogni tipo di regali e li consegnano addirittura a domicilio…"
"Non è possibile!" il caro vecchietto era stupito. Come, per anni e anni lui si era fatto in quattro per volare in tutto il mondo e adesso, si poteva risolvere tutto davanti a uno schermo colorato?? Senza muoversi dalla sedia? Rimanendo comodi al calduccio?
"Fammi vedere come si fa. Vediamo di accontentare tutti i bambini e di salvare anche la mia povera testa… oh, che male che mi fa! Troppi pensieri, ormai è ora che io vada in pensione…"
Babbo Natale si sedette davanti al computer e iniziò il suo lavoro.
"Quest’anno tutti saranno felici e avranno quello che desiderano. "
Finalmente Babbo Natale era di nuovo sereno e le renne, andarono a preparare cioccolata in tazza per tutti.
















Concimato da: ziairis a 16:13 | link | commenti (8) |
ricordi

giovedì, giugno 17, 2004
Esami di maturità

Sono iniziati ieri. Una volta iniziavano il 2 luglio: una data che poi si è rivelata come la più importante della mia Vita.
Comunque, iniziavano quando ormai eravamo stremati dal caldo e dall'ansia dell'attesa, e perciò, più facilmente pronti a soccombere alle ire di una commissione resa ostile dal professore della nostra materia più importante.
Quando la mia migliore amica, e anche unica compagna di classe (compagna femmina, intendo! non che eravamo solo in due in classe   ) mi telefonò dicendo che eravamo state segate tutte e due, oltre a metà della classe, non le ho creduto. Sono uscita, ho preso l'autobus e sono andata in centro a leggere con i miei occhi. D'altronde io non avevo mai provato l'ebbrezza di una bocciatura, pur non essendo una prima della classe, e credo che nella vita sia una cosa da provare, anche se in quel momento non ho pensato proprio così.
L'anno successivo, perciò, la scuola dovette creare una sezione apposita per noi e ci ritrovammo in una quinta D, che non proveniva da una quarta D. E' stato un anno super! Nella posizione di ripetenti di quinta superiore, ce la siamo passata molto bene.  La mia compagna, poi, rimase incinta e così per buona parte dell'anno, mi sono trovata sola con i ragazzi che conoscevo da 5 anni e con cui si era instaurato un cameratismo che permetteva loro di dire tutte le parolacce che desideravano e a me di non meravigliarmi.
Siamo andati all'esame con uno spirito diverso dall'anno precedente. Anche perché ci eravamo convinti di essere garantiti da una sorta di calcolo percentuale: non ci poteva sempre andare male, no?
48/60. Niente di eccezionale.
Ma fare due volte l'esame di maturità è già una cosa abbastanza particolare, no? Direi proprio una cosa da 'zia Iris'.
 
Il programma di oggi era:piscina. Ma è saltato causa tempo incerto. Vedremo...
Buona giornata a tutti
 

Concimato da: ziairis a 13:52 | link | commenti (11) |
ricordi