

Chi sono?? ... beh, la zia Iris, no?
Semplicità e serenità in un giardino di fiori.
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Finora *loading* fiori hanno già sparso il loro profumo su questo blog. Grazie!
Questo raccontino l'ho scritto l'anno scorso per i miei nipotini. La sera della Vigilia, quando ci ci siamo ritrovati tutti insieme, ho pensato di farlo leggere proprio a loro: ai due bambini più grandi, E. 12 anni e C. 8 anni. C., seduta in braccio allo zio, il papà delle gemelle, persona abbastanza colta e molto compita, che mantiene sempre un certo aplomb anche nelle situazioni più difficili, cioè quando le gemelle urlano a perdifiato mentre gli altri due corrono sul parquet di legno pregiatissimo, rigandolo in modo irreparabile. dunque, C. inizia a leggere e sulla parola tiritera si ferma dubbiosa, si volta verso lo zio e dice: Povero Babbo Natale!
"Cosa vuol dire tiritera?"
E lui: "... è come dire litanìa." ![]()
La bambina, dopo qualche secondo di perplessità, ha continuato nella lettura, fra le risate dei presenti...
Le renne erano sedute in circolo, attorno al tappeto, e lo guardavano pensierose. Non sapevano bene come comportarsi: erano sconcertate. Dopo anni di convivenza con Babbo Natale, non si capacitavano; era quello il caro vecchietto con la barba bianca e il vestito rosso, che loro conoscevano?
Babbo Natale girava in tondo e bofonchiava: ogni cinque passi si lasciava sfuggire un’imprecazione. Le renne lo guardavano perplesse, scambiandosi occhiate sospettose. " Questa faccenda mi sta sfuggendo di mano! Non è possibile! Quando tutto è iniziato non avrei mai pensato di finire così!"
E brontolando, brontolando, aveva ormai scavato un solco nel tappeto. Ancora non si fermava, ogni tanto scuoteva la testa, si interrompeva per un attimo e poi riprendeva la tiritera.
"Santo cielo, come farò? Tutti gli anni il lavoro aumenta e le esigenze crescono. Quando ho iniziato, con qualche trenino e alcune bambole di pezza, accontentavo tutti i bambini… adesso, se non hanno la pleistéscion o tutte le altre diavolerie ..." e giù a brontolare, senza tregua, intanto che continuava i suoi giri.
Tutto era più difficile, adesso: c’era addirittura internet, con relativo scambio di e-mail con richieste sempre più strane… Insomma Babbo Natale non ne poteva più, era stanco, demotivato, molto arrabbiato! E poi, a Babbo Natale, erano anche cresciuti gli anni, non era più sveglio e fantasioso come una volta.
Le renne cercarono di calmarlo, facendogli notare che c’erano loro ad aiutarlo e con la slitta… Uhm, l’umore di Babbo Natale non migliorò!! La slitta era molto vecchia e avrebbe avuto bisogno di una bella revisionata… oh, che guaio!
Diventò ancora più pestifero! Non sapeva proprio che pesci pigliare! Troppi regali, troppe persone da accontentare! Come avrebbe fatto? E il tempo iniziava a scarseggiare ...
Fu a questo punto, che uno degli Elfi, chiamato dagli altri Piccì, proprio per la sua passione per la tecnologia e il computer, fece notare a Babbo Natale, che ormai si poteva acquistare tutto su internet: " Esistono migliaia di siti, che vendono ogni tipo di regali e li consegnano addirittura a domicilio…"
"Non è possibile!" il caro vecchietto era stupito. Come, per anni e anni lui si era fatto in quattro per volare in tutto il mondo e adesso, si poteva risolvere tutto davanti a uno schermo colorato?? Senza muoversi dalla sedia? Rimanendo comodi al calduccio?
"Fammi vedere come si fa. Vediamo di accontentare tutti i bambini e di salvare anche la mia povera testa… oh, che male che mi fa! Troppi pensieri, ormai è ora che io vada in pensione…"
Babbo Natale si sedette davanti al computer e iniziò il suo lavoro.
"Quest’anno tutti saranno felici e avranno quello che desiderano. "
Finalmente Babbo Natale era di nuovo sereno e le renne, andarono a preparare cioccolata in tazza per tutti.